﻿{"id":1269,"date":"2020-12-01T08:00:37","date_gmt":"2020-12-01T07:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.iw5efr.it\/web\/?p=1269"},"modified":"2020-12-03T10:08:56","modified_gmt":"2020-12-03T09:08:56","slug":"radiocomunicazioni-in-emg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iw5efr.it\/web\/radiocomunicazioni-in-emg\/","title":{"rendered":"Radiocomunicazioni in EMG"},"content":{"rendered":"<p><em>I primi operatori a trasmettere&nbsp; l\u2019allarme ed organizzare i primi soccorsi in occasione degli eventi sismici dell\u2019Umbria (1997), dell\u2019Abruzzo (2008) e dell\u2019 Emilia (2012) sono stati i Radioamatori.<\/em><\/p>\n<p>La prima e la pi\u00f9 immediata conseguenza di un evento calamitoso di una certa rilevanza \u00e8 la totale interruzione nel funzionamento di tutti i sistemi di telecomunicazioni convenzionali. (cellulari, linee telefoniche fisse, VoIp,<br \/>\nInternet, Radio, TV, ecc.)<br \/>\nTale circostanza,&nbsp; isolando&nbsp; di fatto l\u2019area colpita dalla calamit\u00e0, ostacola gravemente quella che rappresenta la fase pi\u00f9 delicata dell\u2019emergenza:<br \/>\nl\u2019accertamento della tipologia di un evento calamitoso, la sua gravit\u00e0 e il suo ambito territoriale d\u2019interesse.<br \/>\nLe radiocomunicazioni di emergenza costituiscono il &#8220;sistema nervoso&#8221; di ogni buona struttura di Protezione civile. La buona funzionalit\u00e0 ed il coordinamento dei sistemi di comunicazione, trasmissione ed informazione, costituisce la piattaforma organizzativa sulla quale costruire un efficace apparato di sicurezza locale ed una funzionale gestione dell\u2019 emergenza. La capacit\u00e0 di discriminare in tempi brevi l\u2019entit\u00e0 di una calamit\u00e0, la grandezza e le caratteristiche orografiche dell\u2019area colpita, il numero dei soggetti coinvolti e la loro posizione aiuta a pianificare l\u2019intervento ed i soccorsi.<\/p>\n<p>Con l&#8217;avvento della telefonia mobile, internet, la trasmissione dati in digitale, si \u00e8 ritenuto che la radio fosse uno strumento ormai obsoleto.<br \/>\nL\u2019esperienza ci ha dimostrato che non \u00e8 cos\u00ec!<br \/>\nI sistemi di comunicazione pi\u00f9 evoluti e tecnologici sono anche i pi\u00f9 vulnerabili perch\u00e9 necessitano di supporti fissi sul territorio per veicolare le trasmissioni e risentono di condizionamenti dovuti ai comportamenti collettivi della popolazione. In occasione dei sopracitati eventi calamitosi si \u00e8 registrato statisticamente un incremento medio del carico telefonico pari al 600%.<br \/>\nA causa della provata impossibilit\u00e0 di utilizzo delle reti di comunicazione convenzionali i radioamatori hanno strutturato all&#8217;interno della loro usuale rete di comunicazione, delle reti radio di emergenza sulle bande di frequenza loro assegnate, atte alla totale copertura (fonia, dati e video) dei collegamenti in qualsiasi punto della maglia radio. Gli stessi saranno impiegati nelle prime fasi dell\u2019emergenza, passate le quali, tornata la copertura telefonica e cellulare, lasceranno il posto nella gestione delle fasi successive.<\/p>\n<p>Uno degli obiettivi dei Radioamatori, tra gli altri, \u00e8 quello di fare formazione ai volontari di Protezione civile affinch\u00e9 abbiano le conoscenze di base nel settore delle RADIOCOMUNICAZIONI.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I primi operatori a trasmettere&nbsp; l\u2019allarme ed organizzare i primi soccorsi in occasione degli eventi sismici dell\u2019Umbria (1997), dell\u2019Abruzzo (2008) e dell\u2019 Emilia (2012) sono stati i Radioamatori. 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