Radiocomunicazioni in EMG

I primi operatori a trasmettere  l’allarme ed organizzare i primi soccorsi in occasione degli eventi sismici dell’Umbria (1997), dell’Abruzzo (2008) e dell’ Emilia (2012) sono stati i Radioamatori.

La prima e la più immediata conseguenza di un evento calamitoso di una certa rilevanza è la totale interruzione nel funzionamento di tutti i sistemi di telecomunicazioni convenzionali. (cellulari, linee telefoniche fisse, VoIp,
Internet, Radio, TV, ecc.)
Tale circostanza,  isolando  di fatto l’area colpita dalla calamità, ostacola gravemente quella che rappresenta la fase più delicata dell’emergenza:
l’accertamento della tipologia di un evento calamitoso, la sua gravità e il suo ambito territoriale d’interesse.
Le radiocomunicazioni di emergenza costituiscono il “sistema nervoso” di ogni buona struttura di Protezione civile. La buona funzionalità ed il coordinamento dei sistemi di comunicazione, trasmissione ed informazione, costituisce la piattaforma organizzativa sulla quale costruire un efficace apparato di sicurezza locale ed una funzionale gestione dell’ emergenza. La capacità di discriminare in tempi brevi l’entità di una calamità, la grandezza e le caratteristiche orografiche dell’area colpita, il numero dei soggetti coinvolti e la loro posizione aiuta a pianificare l’intervento ed i soccorsi.

Con l’avvento della telefonia mobile, internet, la trasmissione dati in digitale, si è ritenuto che la radio fosse uno strumento ormai obsoleto.
L’esperienza ci ha dimostrato che non è così!
I sistemi di comunicazione più evoluti e tecnologici sono anche i più vulnerabili perché necessitano di supporti fissi sul territorio per veicolare le trasmissioni e risentono di condizionamenti dovuti ai comportamenti collettivi della popolazione. In occasione dei sopracitati eventi calamitosi si è registrato statisticamente un incremento medio del carico telefonico pari al 600%.
A causa della provata impossibilità di utilizzo delle reti di comunicazione convenzionali i radioamatori hanno strutturato all’interno della loro usuale rete di comunicazione, delle reti radio di emergenza sulle bande di frequenza loro assegnate, atte alla totale copertura (fonia, dati e video) dei collegamenti in qualsiasi punto della maglia radio. Gli stessi saranno impiegati nelle prime fasi dell’emergenza, passate le quali, tornata la copertura telefonica e cellulare, lasceranno il posto nella gestione delle fasi successive.

Uno degli obiettivi dei Radioamatori, tra gli altri, è quello di fare formazione ai volontari di Protezione civile affinché abbiano le conoscenze di base nel settore delle RADIOCOMUNICAZIONI.

 

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